Il blog di Aldo Giavitto, cioè Nessuno, ovvero Outis.
Dunque, il blog di uno che non ha niente, ma talvolta QuAlCose, da dire...
Senza infingimenti e pseudonimi virtuali: Songwriter è il mio nome totemico.
Il 18 settembre dell'anno scorso ho perso un fratello maggiore.
Non credo che riuscirò mai a elaborare il lutto.
Era un magnifico musicista e songwriter, ma soprattutto un uomo autentico, profondo, arguto e divertente come pochi, uno scanzonato e serissimo bambino con la barba innamorato della vita...
Poi ci sono addirittura inqualificabili personaggi che scrivono canzoni così.
Eccheccazzo, ci vorrebbe più rispetto per la nostra nostra gloriosa storia patria!
Non guasterebbero un po' di sana censura, bastonate e olio di ricino...
Prima gli Italiani! Padroni a casa nostra!
"Siamo trenta d’una sorte,
e trentuno con la morte.
EIA, l’ultima!
Alalà!"
P.S. Alessio Lega, sciaguratamente, è proprio un anarchico marcio. Non c'è speranza di guarigione.
Francesco Guccini ha pubblicato Canzone di notte n. 2 nel LP Via Paolo Fabbri 43, disco del 1976 passato alla cronaca e alla storia perchè il titolo era il suo indirizzo autentico di quando abitava a Bologna.
Il brano in questione ha superato abbondantemente i quarant'anni: dunque, secondo i cultori dell'attuale filoneismo starnazzante e acritico, è un rottame antiquato e inservibile, per giunta maleodorante di comunismo e anarchia, da avviare insieme al suo autore al più vicino impianto di compostaggio, purchè provatamente ecologico, s'intende.
Purtroppo, però, questa canzone mantiene ancora una sua disperata attualità, ben evidente per chi ascolti attentamente il testo.
P.S. Guccini, in realtà, non è e non è mai stato nè comunista nè anarchico,
ma "il libertario è sempre controllato dal clero, dallo stato" e quello
che conta non è la conoscenza critica, ma l'opinione social dei più che
oggi inneggiano ai nostri ineffabili vicepresidenti del Consiglio.