Italiani, cittadini, elettori: è fatta!
Habemus legem electoralem aequam, iustam et novam!
Che sospiro di sollievo: bravi e vivaddio. Era ora, finalmente!
I sostenitori della nuova legge elettorale hanno raggiunto la maggioranza con 334 voti alla Camera dei Deputati: vittoria insindacabile e schiacciante.
Eccone due amorosi artefici: non sono meravigliosi?
Agli smemorati si rammenta con benevola condiscendenza che la Camera dei Deputati conta 630 componenti e che, di conseguenza, la maggioranza è di 316. Qui si tratta di ben 18 voti in più: un evidente indiscutibile plebiscito.
Il Senato non conta: è stato più che doverosamente liquidato in via preliminare.
L'attuale Presidente del Consiglio, prodigioso e dinamico riformatore eclettico e inarrestabile, non è stato eletto dai cittadini.
Anche i due immediati predecessori, a dire il vero.
Tuttavia, e in fondo: ma checce frega, ma checce 'mporta...! Maggioritario, proporzionale: cosa cambia? Tanto è tutto, comunque, un magna-magna, una fogna, una casta; son tutti ladri, mafiosi, figli di buona donna, arrivisti, raccomandati...
A proposito dei premi di maggioranza, Silvia Pezzella scrive: "Rileggendo velocemente le diverse tappe della legislazione elettorale politica italiana, per tre volte si trova la “sperimentazione” del premio di maggioranza,
un “correttivo” del sistema proporzionale finalizzato – secondo i
promotori – a rafforzare la stabilità politica dello schieramento di
governo. Certo è che questa variante è in contraddizione con il
principio più generale che sostiene la scelta del sistema proporzionale
rispetto agli altri, cioè di avere un Parlamento che rifletta il più
possibile nella sua composizione la situazione politica reale del Paese.
A ben vedere, delle tre leggi in esame, quella che prevedeva un
correttivo più coerente con i risultati ottenuti fu proprio la
cosiddetta “legge truffa”: il premio, infatti, veniva attribuito alla
lista (o alla coalizione) che avesse ottenuto almeno il 50% + 1 dei voti
validi. Nel peggiore dei casi, dunque, si sarebbe riconosciuto il 15%
in più dei seggi rispetto a quelli guadagnati con il voto degli
elettori, per un totale di 385 seggi. Ma per il modo in cui venne
approvata, per l’opposizione manifestata sia da destra che da sinistra e
per il mancato risultato (alle elezioni nessuno raggiunse il quorum
necessario per ottenere il premio), la legge venne modificata dopo
neanche un anno di vita.
Maggiori elementi in comune hanno, invece, la legge del 1923 e quella del 2005. In entrambi i casi, infatti, non si parla di maggioranza assoluta ma di maggioranza relativa
(con un premio ipoteticamente sproporzionato rispetto ai risultati) e
il conteggio dei voti è fatto su base nazionale. Anche se nel primo caso
il premio previsto era più alto di quello stabilito dalla legge del
2005, la sostanza cambia poco perché anche il sistema attualmente in
vigore prevede numeri tali (340 seggi) da garantire la governabilità.
Se da una parte, dunque, il ritorno al proporzionale è stato sostenuto
dal desiderio di avere una Camera-fotografia del sentire politico del
Paese, dall’altra l’attuale legge Calderoli attribuisce una “comoda”
maggioranza assoluta alla lista o alla coalizione che riesce a superare
le altre di almeno un voto, con un quorum minimo fissato al 10%. La
totale contraddizione con il principio proporzionale, dunque,
inizierebbe a essere evidente già in un contesto politico con tre
schieramenti in grado di “spartirsi” l’elettorato in modo più o meno
omogeneo: quello con un voto in più farebbe la parte del leone,
ottenendo un premio di maggioranza tale da raddoppiare quasi il numero
dei seggi ottenuti grazie al proprio elettorato… ".
L'attuale maggioranza "relativa" prevista per conseguire l'agognato premio è del 40%.
Non facciamoci troppo impressionare, però: alla fine, son tutte clamorose cazzate ed è fin troppo evidente che cosa davvero ci vorrebbe oggi in Italia: un uomo forte, un duce, un conducator, un caudillo, un piccolo padre, altro che palle, democrazia, dibattito, parlamento e maggioranze!
Tranquilli e fiduciosi: siamo sulla buona strada, la fine dei nostri guai è vicina.
E' Lui il nostro faro, la nostra numinosa ludica guida 3.0. con twitter e wi-fi incorporati: qui trovate l'agiografia scritta da lui medesimo
http://www.matteorenzi.it/chi-sono .
Nessuno può fermare il nostro benamato
leader, ha l'argento vivo addosso: rottama e riforma, riforma e rottama, di qua di là, di su di giù.
E' un moto perpetuo.
A breve si attende la riforma-rivoluzione della scuola: la cara Buona Scuola.
Alcuni sciamannati hanno tentato di abbozzare qualche critica, ma lui non paventa e fende impavido i marosi della storia per guidarci all'avvenire radioso: "
Ci sono qui persone che vogliono contestare sulla scuola: io sono pronto a incontrare chiunque. La prima libertà è quella di poter esprimere le proprie idee e rispondere con un sorriso a chi ti urla dietro, la libertà è anche quella di chi non si fa certo spaventare da tre fischi. Abbiamo il compito di cambiare l'Italia e la cambieremo, piaccia o non piaccia ai signori del no. Non molleremo, terremo botta".
Come potete ben vedere, è buono e comprensivo il nostro caro
leader, ma quando ci vuole ci vuole: boia chi molla!
Del resto, nel mio piccolo, io mi fido di Lui: è un fine intellettuale, callido oratore e demagogo valente, ha pubblicato dei volumi imperdibili, anche se c'è sempre il solito gufo rosicone appollaiato maligno nell'ombra a scrivere brutte cose
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-08-12/renzi-politica-incultura-082002.shtml?uuid=AbGvpLNG che io, sia chiaro, non condivido.
sw