venerdì 10 ottobre 2008

Passerà, passerà... Ma non è detto. E poi, perchè? "Passerà anche questa stazione senza far male"... Non è vero, Faber: sei passato tu, purtroppo e invece. "I'm going down, down, down..." Chi scrive, canta e s'illude di capire. Molti se ne vanno prim'ancora di ascoltare. Molti (di più) non sanno ascoltare. Gli stolti credono che le lacrime siano il fossile guida del dolore. Sante Marie Madalene a Fratìns. Jo e te, dibessoi, cuanche il timp al semeave fufigne, l'eternitât sostance. Jo vuè, dibessôl, disvuedât, butaç sence creance. songwriter

lunedì 15 settembre 2008

De senectute

I vecchi sono importanti, non indispensabili.
Non esiste pressochè nulla d'indispensabile per un uomo: a parte l'aria, l'acqua e il cibo.
E Dio, per chi ci crede e ha la fortuna di scoprirlo.
Tuttavia, la nostra occidentalissima e decrepita struttura sociale si trova, per complesse e immodificabili ragioni storiche, a declinare inesorabilmente (e irreversibilmente?) verso un futuro in cui i vecchi avranno un ruolo e un peso sempre più rilevante e difficilmente sostenibile.
Una società composta in larghissima maggioranza di vecchi è un'aporia insolubile e destinata all'estinzione.
Per fortuna, ci sono i cosiddetti "immigrati" che, al contrario di noi "indigeni" e "autoctoni", hanno il coraggio o l'allegra sfrontatezza di generare più figli di quanti potrebbero, ragionevolmente e "occidentalmente", sperare di allevare, mantenere ed educare "adeguatamente e dignitosamente".
Per loro le virgolette sono un contrattempo o un controsenso rispetto all'originale divertente sorpresa e assurdità della nostra - e della loro - recente storia.
I nostri vecchi raccomandano: "Attenzione, prudenza! Il lavoro e la casa prima di tutto! Mai fare il passo più lungo della gamba!" .
I loro, opportunamente lontani, aspettano ansiosi notizie dal mondo dei figli e dei nipoti e gioiscono al saperli sani e numerosi, poveri ma speranzosi, incerti ma combattivi.
Basterebbe rileggere le lettere dei nostri emigranti da ogni parte del mondo, cinquant'anni, e passa, fa: erano altri vecchi, meno presuntuosi e importanti, ma, certo, più indispensabili.
Indispensabile è chi t'insegna, serenamente e ironicamente, a vivere senza di lui.
Non lo dimenticherai mai.
songwriter

mercoledì 10 settembre 2008

Sara B., commentando il mio post precedente, dice che ha sentito molto la mia mancanza e ci aggiunge un "prof.!" che mi lascia di stucco: da quando in qua si sente "molto" la mancanza di un "prof."?! Son cose d'altri tempi, Sara mia! Oggi i "prof." non hanno quasi corso legale: quelli che amano ancora i loro studenti e si appassionano al loro lavoro non pare siano proprio così a buon mercato e numerosi! Ma, forse (e lo spero), mi sbaglio ed è solo la routine, la limatura costante e inesorabile della vita, lo scadimento nella considerazione sociale, la politica idiota che trancia presunte "riforme" sulle nostre teste ad avvilire la grinta e l'entusiasmo di molti colleghi che ho conosciuto "incendiari e fieri" ed oggi ritrovo "spompati" se non "pompieri". Tuttavia, devo gioiosamente riconoscere che è solo grazie ai miei ragazzi ("studenti" mi pare troppo anodino e abusato) se mi piace ancora ritrovarmi ogni giorno dietro - o davanti! - a una cattedra: poter condividere quotidianamente alcune ore con persone che sbocciano alla vita proprio davanti , e insieme, a te è un grande privilegio, prima ancora che una grande fatica e - raramente - una frustrazione! Mi resta un tremendo dubbio: sono ormai quasi 17 anni che "faccio" il prof. e che funesto o rallegro - a seconda! - le giornate dei miei studenti; mi ricordo parecchie studentesse di nome Sara, ma il cognome in sigla, ragazzi, è un bel rebus e l'alzheimer inesorabilmente galoppa! Dunque, mi appello alla vostra "humanitas": chi è davvero Sara B. ? Io ricordo una Sara B., studentessa della mia prima amata e indimenticata scuola, il Liceo Classico S. Bernardino da Siena di Udine, ma... ha superato la maturità nel 1998 (mi pare!) e vi sembra possibile che una ex allieva di dieci anni fa si ricordi ancora del suo "vecchio" prof.?! Non siate troppo pessimisti o scettici: grazie a Dio, tutto è possibile! Dunque, grazie di cuore e con autentico affetto, Sara, chiunque, comunque e dovunque tu sia! songwriter

giovedì 14 agosto 2008

Ridiculous

Mi faccio proprio ridere e v'invito ad associarvi serenamente e crassamente ai miei cachinni: un blog mai aggiornato dal lontano (?!) 21 dicembre 2007! La negazione sustanziale della quintessenza quotidiana - o quasi - d'ogni rispettabile blog... Ohi o ahi me! Me la rido addosso davvero: non ricordavo nemmeno la password per accedervi e vi risparmio le peripezie tecnologiche per recuperarla! Del resto, lo subodoravo già dai primi post che poteva finire - allegramente - così. Del resto: voi sentite la mia mancanza? Ne dubito. Io stesso non mi manco affatto in questa veste d'imbonitore d'uomini senza volto e senza corpo. Sono nato nel secolo scorso, kids (ah, anche voi? Buon pro ci faccia, allora!), e adoro annusare le buste delle lettere manoscritte, che un tempo aspettavo tachicardico e frenetico... Da chi? Po sigûr ch'o ven a contâusal a voaltris, fantats! A.